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L'arte è contemporanea. Ovvero l'arte di vedere l'arte

266779
Sgarbi, Vittorio 17 occorrenze
  • 2012
  • Grandi Passaggi Bompiani
  • Milano
  • critica d'arte
  • UNIFI
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L'arte è contemporanea. Ovvero l'arte di vedere l'arte

poeta relative a quella esperienza. Questo parco letterario è una composizione architettonica e plastica sulla quale si leggono parole. Ungaretti era

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visitatori occasionali interpretati da Sordi e da Anna Longhi per una Biennale vera e reale, fosse un funzionario che ben conoscevo, Luigi Scarpa, il quale

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da ogni intento di omaggio voluto o di citazione consapevole quale è la fotografia di Che Guevara morto (un’eco che per primo indicai quasi trent’anni

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passaggio di millennio. Ed è per questo che nel primo decennio del nuovo millennio ho tentato e tento di vedere quale sia lo stato dell’arte in Italia.

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artista che si chiama Anselm Kiefer, il quale ha inteso rimettere in piedi, in modo anche primitivo, ciò che è stato abbattuto a New York. C’è un nesso

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per nessuno ed è fatto per tutti; e, come terminale di questa libera produzione, ecco che nasce la figura del mercante, al quale spetta il compito — ma

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attento osservatore del costume e dell’evoluzione del gusto è stato l’artista americano Andy Warhol, il quale indicava due singolari precetti. Il primo

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compagno Giuseppe Capogrossi, il quale pittore figurativo di grande sensibilità improvvisamente capisce che per essere moderno deve diventare astratto

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massimi artisti italiani dopo Morandi e insieme a Burri e a Gnoli -, il quale a un certo punto intuisce che occorre andare letteralmente oltre la tela; e

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dominare e inventariare tante realtà? Con quale criterio, con quale autorità? Di fronte a un tale eccesso di creatività, la critica è inadeguata al

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incompetenti. A ognuno di loro ho chiesto di indicare, in assoluta libertà, quale fosse l’artista più rappresentativo degli ultimi dieci anni

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Gianfranco Micciché, il quale sostiene che la Regione ha il dovere di sostenere il Riso, insistendo su un sorta di ricatto morale per cui lo Stato deve

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. Pensavo al Profeta Abacuc di Donatello, rivolgendosi al quale l’autore, come invasato, avrebbe esclamato: “Favella, favella! Che ti venga il cacasangue

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imposti in base a chissà quale dogma arbitrario, ma convenzionalmente, quasi misticamente, accettato: in me non c’era alcun dubbio che López García

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neoavanguardie, lasciandogli così uno spazio desertificato e completamente libero, nel quale le sue incursioni non avevano più alcun rapporto con un

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punizioni bensì utili Maurizio Cattelan, Senza titolo: bambini appesi, 2004. censure, che contribuiscono ad aggiungere aura all’artista, il quale finge di

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, appare incomprensibile, eppure è spesso più comprensibile di un’opera figurativa, la quale presuppone una conoscenza storica specifica. La comprensione

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